Taglio del tasso bce a 0,75% cosa succede ai mutui

La BCE, Banca centrale Europea presieduta da Mario Draghi ha, oggi, abbassato il tasso d’interessi del costo del denaro di 0,25 punti percentuali portandolo dall’1% al minimo storico, cioè 0,75%. Quindi nessuna sorpresa per i professionisti del settore che da giorni avevano previsto questo calo.

Il presidente della Bce parla di una crescita economica dell’area euro debole e di una situazione oggi peggiore rispetto a solo un mese fa. Quindi il taglio cerca di stimolare l’economia applicando un interesse ancora più bassosul costo del denaro sperando che questa manovra possa dare un po’ d’ossigeno alla ripresa che sembra lontana.

Mario Draghi presidente Bce

Cosa succede ai mutui a tasso variabile?

Essendo che il 98% dei mutui a tasso variabile sottoscritti in Italia sono indicizzati e legati all’euribor, ed essendo quest’ultimo correlato generalmente al tasso Bce, si capisce bene come un diminuzione, cioè il taglio effettuato oggi, porti di conseguenza un abbassamento dell’indice Euribor e quindi una rata del mutuo da pagare minore rispetto al passato. Questo in fasi economiche diciamo normali.

La situazione però oggi è parecchio deteriorata e gli indici euribor sono già molto bassi, ai minimi storici, ed anzi, son più bassi del tasso Bce e quindi i mutui legati a questo tasso non risentono, se non in una minima parte, di una diminuzione. Ma questi hanno già beneficiato da tempo della continua discesa dell’euribor che probabilmente durerà ancora per molto.

Il taglio operato oggi impatta soprattutto sui pochi che hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile legato al tasso BCE. Questi sono una piccolissima minoranza, circa il 2%, che si vedranno diminuire la rata mensile da pagare.

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