Spread mutui e prestiti in forte aumento. Perchè?

Ecco che pian piano si delinea il quadro che si temeva. Le banche dall’inizio di settembre hanno cominciato a ritoccare al rialzo il tasso spread con cui offrono mutui. E l’aumento sta arrivando a toccare, con eccessivo pericolo per il mercato, quote (fino al 4%) improponibili per chiunque. La media si aggira sul 2% e anche più per i mutui a tasso fisso e supera l’1,8% per i mutui a tasso variabile. Si pensi solo che nel 2009 dei buoni spread erano attestati a quota 1,0%-1,1%, ma potevamo assistere a delle offerte dello 0,8% (anche se spread molto alti anche del 3,5% non mancavano).

E’ il rovescio della medaglia di questa nuova fase critica del mercato che si protrae da qualche anno. Da una parte assistiamo ad un ribasso ai minimi di Euribor ed Eurirs che sono i tassi d’interesse con cui si calcolano rispettivamente i mutui a tasso variabile e quello a tasso fisso, mentre dalla parte opposta prendiamo atto di questo aumento esagerato dello spread praticato dalla maggior parte delle banche. Questo vanifica la situazione estremamente vantaggiosa che si era venuta a creare a settembre. Infatti il tasso finale con cui è calcolato il mutuo è dato dalla somma dello spread con il tasso di riferimento: Eurirs per il tasso fisso ed Euribor per quello a tasso variabile.

Ecco come spiega questo fenomeno il sole 24 ore:

  • stanno aumentano i costi di raccolta (funding) di capitali da parte delle banche che, di conseguenza, stringono i cordoni del credito e chiedono in cambio un tasso di interesse più alto;
  • c’è il rischio che sugli istituti di credito europei arrivi un nuovo credit crunch (dopo quello seguito al collasso di Lehman Brothers a settembre 2008). Il che significa: nuova esigenza di ricapitalizzarsi e quindi meno prestiti (a famiglie e imprese).

I due fattori sommati portano a situazioni disperate di alcune banche che offrono addirittura il 4% di spread per defilarsi elegantemente dal mercato dei mutui e prestiti.

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