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La situazione europea in questa fine primavera si sta detoriorando sempre di più, le notizie pessimistiche sulla nostra moneta a maggio, ed immagino giugno continui il trend, son frequenti e si cerca di correre ai ripari. C’è già chi dice che la Grecia esca definitivamente il 1 luglio dalla moneta unica per ritornare alla Dracma o addirittura ad un G-euro. Lo sapremo tra un mese. Si stanno perfino facendo strada alcune proposte di tipo keynesiano, arrivate anche dalla Germania per cercare di arginare la parabola discendente.

euro

La crisi colpisce tutti e soprattutto il mercato immobiliare italiano alle strette tra un’offerta dei mutui di banche sempre meno propense ad elargire finanziamenti e difficoltà delle famiglie ad avere un reddito sicuro. Anche i valori delle case sono previsti in discesa, giustamente aggiungerei, con una media che può andare dal 10% in 2 anni nelle zone più richieste, mentre nei luoghi con poco mercato ci sarebbe un tracollo del 20% ed oltre. Sarà una discesa dei valori lenta, ma ci sarà e servirà anche per rilanciare un poco le compravendite che sennò diminuiranno ancora.

Tornando ai mutui sembra che da alcune indagini di mutiu.it il valore medio concesso ed erogato sia sceso al 50% del valore dell’immobile. Con una somma di denaro pari a 112 mila euro. Infatti nei primi mesi del 2012 si registra un calo delle richieste di mutui del 46% e a giugno non si prevede certo un’inversione di rotta. Tranne poche eccezioni come  Intesa San Paolo e Cariparma che hanno stanziato rispettivamente 5 e 2,5 miliardi di euro per supportare la richiesta dei mutui, l’offerta non è molto rosea ed infatti si parla di soglia del 50% del valore dell’immobile. Altre banche attive su questo fronte sono Webank (gruppo Bipiemme), Bnl, Credem e Ing direct, che figurano tra quelle più “aggressive” in questo momento tra chi concede ancora i mutui. Ci sono dei prodotti anche relativi ai mutui 100% del valore della prima casa, come ci si acceda è ovvio che sia molto difficile. Comunque gli spread delle banche rimangono comunque alti, anche se non impossibili, i migliori sono sui valori doppi rispetto un anno fa: 2,6 rispetto a 1,3.

L’unica notizia positiva riguarda l’indice Euribor, cioè il riferimento per i mutui a tasso variabile, molto basso. Essendo ai minimi storici, in questo momento l’Euribor a 6 mesi è pari al 0,946%, chi sottoscrive o ha sottoscritto un mutuo variabile avrà sicuramente una tassa più leggera.

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