Leasing auto: modalità di calcolo e convenienza dell’opzione riscatto

Nel prestito per auto, come abbiamo specificato trattando della formula del riscatto, essa in gran parte dei casi non è conveniente in assoluto, in quanto, proprio per il diritto all’opzione al riscatto, periodicamente comporta dei costi in complesso sproporzionati rispetto al valore di mercato che si pagherebbe nell’immediato.

Ma il problema a cui si pone rimedio è: “Non abbiamo le possibilità di affrontare un impegno immediato. Vogliamo posticiparlo e pagare un po’ alla volta per il possesso o l’uso con eventuale acquisto di proprietà. Tra l’altro, ottenere finanziamenti immediati è diventato non semplicissimo”.

Quindi, da un certo punto di vista, il leasing è un contratto di finanziamento atipico, non l’alternativa al finanziamento (prestito o mutuo). Ed in effetti, proprio per la scarsa convenienza tipica rispetto all’acquisto in contanti si è assistito ad un calo di tale pratica per i beni di lusso o comunque di un costo già di per sé medio-alto.

 Leasing auto

Suddivideremo i chiarimenti sulle modalità di funzionamento di tale pratica di calcolo in due sezioni:

Come si determina solitamente la rata del di leasing auto?

Innanzitutto, con il leasing, e questo è uno dei principali rischi legati al deprezzamento del bene in possesso, il valore del riscatto (valore residuo del finanziamento atipico) viene stabilito contrattualmente.

La rata, come ben si sa, è composta da quota capitale e quota interessi. Ecco i vari step che ci portano alla rata finale. Meglio descriverli che calcolarli, in quanto i calcoli sono solo la conseguenza di una buona comprensione iniziale.

 Step n.1: quota capitale

Per quanto riguarda la prima componente, si devono prendere in considerazione:

  • il valore di mercato del bene, detto anche in gergo prezzo di listino (A)
  • eventuali riduzioni del peso della rata, quali sconti per rottamazione usato, versamento acconto o maxi-canone iniziale (B1, B2)
  • ciò che resta da pagare per entrare in proprietà del bene o valore residuo in soluzione unica o tramite rifinanziamento (C)

Quindi, l’importo finanziato in toto (IF) è pari a: finanziamento iniziale (A-B1-B2) + C

In sintesi, (A-B1-B2-C) / N. rate = Componente quota capitale della rata

Step n.2: quota interessi

Per determinare l’incidenza degli oneri finanziari, bisogna  risalire al coefficiente di leasing, detto lease factor (LF).

In particolare: LF = TAN/2400

Quindi: LF * IF = Componente quota interessi della rata

Step n.3: Rata al lordo della tassazione ed al netto della deducibilità fiscale

Quota capitale + Quota interessi + 21% (Quota capitale + Quota interessi) = Canone o rata periodica complessiva

Riguardo ai benefici fiscali, in questo periodo di grosse incertezze, è da tenersi costantemente aggiornati sui nuovi vincoli.

Valutazione della convenienza del riscatto

Ammettendo che non è possibile acquistare in contanti il bene (né finanziarsi a titolo di proprietà immediata) e considerando che di norma la somma dei canoni periodici comporta il sostenimento di una spesa maggiore rispetto a quella di un normale prestito e rispetto al valore di mercato del bene, è opportuno ottimizzare il nostro canone, prestando attenzione alle determinanti parziali.

Quindi, se si può ridurre il canone con una piccola spesa sostenibile, forse ciò potrebbe agevolare il rimborso (all’aumentare dell’anticipo diminuisce la rata; meglio un anticipo discrezionale che un maxi-canone iniziale contrattualmente pre-definito). Il fatto però di avere un elevato valore contrattualmente definito del bene, alla fine del periodo di leasing, può essere un bene nel presente (rata più piccola) ed un male per il futuro, ritrovandosi a dover riscattare in una misura sproporzionata alle effettive possibilità del momento. Quindi, prestare attenzione anche alla stima futura del bene, pensando anche a quanto si prevede possa valere effettivamente in termini di mercato.

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